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  • Uno studio su donne in postmenopausa

    Buoni e preziosi. In una parola, pomodori. Tanto salutari che dopo la menopausa nelle donne con un rischio elevato aiutano persino a prevenire il cancro al seno. Merito del licopene, antiossidante naturale presente nel pomodoro, in grado di controllare il metabolismo di grassi e zuccheri e prevenire squilibri infiammatori che concorrono allo sviluppo di tumori. I ricercatori della Rutgers University hanno scoperto che i pomodori battono molti altri alimenti, con uno studio condotto su 70 donne in post-menopausa.


    Nella prima fase sono state alimentate con un integratore di licopene, in un secondo periodo aggiungendo della soia per 20 settimane. Il risultato pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism dimostra che il pomodoro non ha eguali. Infatti, un consumo elevato del suo ricco patrimonio di antiossindanti permette di avere più alti livelli di adinopectina, un ormone che controlla il metabolismo glucidico e lipidico.


    Quando le signore mangiavano più soia, invece, i livelli di questo ormone calavano, con minori effetti sulla distribuzione di nutrienti. Gli effetti positivi si rinvenivano, però, sulle donne con un minor Indice di Massa Corporeo, quindi non in sovrappeso o obese, mentre la platea era composta da donne che avevano superato la menopausa. “L’aumento del consumo alimentare di cibi a base di pomodoro - spiegano i ricercatori - consente livelli di adiponectina più alti nel sangue tra le donne in post-menopausa con rischio maggiore di cancro al seno, in primo luogo tra quelle che non sono obese”.

    Articolo a cura della redazione pubblicato su Salute 24 de Il Sole 24 Ore
    Articolo del (02/01/2014).

  • Dott.ssa Maria Elisabetta Genco, Dott.Tommaso Addonisio, dermatologo Presidente Società Italiana di Medicina del Benessere





    In che modo il Licopene agisce nell'organismo umano e fino a che punto puo' risultare utile in differenti campi della prevenzione medica?

    Diversi studi e ricerche hanno evidenziato l'importanza nella dieta, del consumo di frutta e ortaggi al fine di preservare la salute umana e il benessere fisico, prevenendo l'insorgenza di malattie cardiovascolari e di alcune forme tumorali. Negli ultimi anni una grande attenzione è stata rivolta al pomodoro e ai suoi derivati in quanto fonti principali di Licopene. Alcuni autori (1-2) hanno riportato che un consumo abbondante di pomodoro e suoi derivati è inversamente correlato con il rischio di insorgenza di tumori dell'apparato digerente e della prostata. Inoltre sono stati svolti altri approfondimenti riguardo agli effetti benefici del Licopene sia nell'ambito delle malattie infettive, sia nei disturbi dermatologici.

    Struttura e biodisponibilità del Licopene

    Il Licopene è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuni frutti e verdure, quali per esempio il cocomero, l'albicocca, il pompelmo rosa, l'uva e la papaia. Nel pomodoro il Licopene si trova maggiormente nella parte più esterna del mesocarpo, dove in seguito alla maturazione del frutto va a sostituire la clorofilla. Il Licopene viene definito chimicamente un carotenoide aciclico lineare caratterizzato da 11 doppi legami coniugati e, a differenza del b-carotene, non è provitaminico A, cioè non viene trasformato nell'organismo in vitamina A. In natura il Licopene si trova sotto forma strutturale di isomeri di tipo “trans” e, in particolare, nella frutta e nella verdura fresca la sua percentuale risulta essere di 30 mg per Kilo. Nell'osservazione dei metodi di lavorazione del Licopene, con particolare attenzione al riscaldamento, è stato dimostrato che la sua struttura viene modificata portando alla formazione di isomeri di tipo “cis”, che sono stati valutati maggiormente assimilabili dall'organismo umano, mostrando così una maggiore biodisponibilità. Inoltre la quantità di Licopene in tutti i derivati trattati del pomodoro risulta essere molto alta (100-150 mg per Kilo) superando i livelli relativi alla quantita' nei pomodori rossi freschi. Dunque nella preparazione culinaria o industriale la struttura del Licopene è apparsa molto stabile anche rispetto a quella della vitamina C. L'organismo umano non è in grado di sintetizzare il Licopene, ma una volta assunto si ritrova in concentrazioni più alte nel fegato, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali e nella prostata. Assumere ogni giorno attraverso i pasti una piccola quantità di Licopene (50-100 mg) per almeno 30 giorni protegge le lipoproteine dall'ossidazione, purchè l'organismo disponga di quantità normali di vitamina E. L'accumulazione del Licopene nell'organismo lo difende anche nei periodi in cui eventualmente non è possibile assumerlo. L'aggiunta di flavonoidi potenzia inoltre l'attività antiossidante del Licopene. La biodisponibilità per l'uomo del Licopene è fortemente influenzata dalla concomitante presenza di lipidi nella dieta, in quanto questi hanno un ruolo fondamentale di estrazione dei carotenoidi dalla fase acquosa con formazione di micelle miste, attraverso le quali i carotenoidi vengono assorbiti dagli enterociti e trasferiti ai tessuti in modo automatico come lipofili. I chilomicroni nell'intestino sono i responsabili del trasporto del Licopene e di altri carotenoidi, attraverso i vasi linfatici, dalla mucosa al sangue.

    Attività del Licopene

    E' stato dimostrato che rispetto ad altri carotenoidi il Licopene possiede un'altissima capacità antiossidante e antiradicali liberi e questa sua funzione lo rende una sostanza molto interessante relativamente alle sue molteplici applicazioni terapeutiche. Da tempo si conosce l'importanza degli antiossidanti nell'agire contro l'invecchiamento cellulare e la proliferazione cellulare causa di molteplici malattie degenerative, quali i tumori e alcune patologie cardiovascolari; in particolare, gli studi svolti sul Licopene, confermano questi dati (3-4-5) e riportano altre importanti informazioni relative alla prevenzione e intervento in diverse aree della medicina. Il Licopene, come antiossidante, interviene a intrappolare l'ossigeno facendo diminuire le mutazioni nel Test di Ames. Inoltre il Licopene inibisce la crescita delle cellule cancerogene interferendo con l'aumento dei fattori di ricezione del segnale e l'avanzamento del ciclo cellulare senza causare alcun tipo di effetto tossico o di apoptosi cellulare. E' stato osservato inoltre che la combinazione di bassi livelli di Licopene con la 1,25-di idrossivitamina D3 era sinergica agli effetti sulla proliferazione cellulare e agli effetti di differenziazione sulla progressione del ciclo cellulare nel delimitare le cellule HL-60 della leucemia promielocitica, condizionando alcune interazioni a livello nucleare o subcellulare. Il Licopene e la luteina interagiscono sinergicamente come antiossidanti e cio' potrebbe essere correlato al posizionamento dei diversi carotenoidi nelle membrane (6). Nel 1997, a Chicago, è stato effettuato uno studio in cui venne misurata la quantità di Licopene e altri carotenoidi nel sangue di 578 uomini con cancro della prostata, e i dati vennero confrontati con quelli ricavati dall'analisi di 1294 individui sani. Mentre gli altri carotenoidi erano ugualmente presenti negli soggetti ammalati e in quelli senza cancro, il Licopene era molto basso nei pazienti con cancro alla prostata. Più grave era il cancro, più basso era il livello di Licopene ematico. L'ipotesi avanzata è che si ammalano più facilmente e più gravemente gli individui che non assumono sufficienti quantità di Licopene e che la somministrazione giornaliera di estratti di pomodoro potrebbe ridurre significativamente il rischio di avere un cancro alla prostata. Studi molto recenti sulle cellule umane e animali hanno individuato la funzione del gene 43 nel regolare l'azione del Licopene che interviene a migliorare la comunicazione a livello delle porte di giunzione intercellulari (GJC). La GJC è deficitaria in molte forme di tumori e il ripristino di questa funzione è associato a una riduzione della proliferazione cellulare (7). Il tumore dell'apparato digestivo (cancro dell'esofago, dello stomaco, del colon, del retto) è tra i più frequenti in tutto il mondo e presenta caratteristiche eziologiche e processi biologici molto particolari. Uno dei primi studi che hanno esaminato il ruolo del Licopene nella prevenzione del cancro all'esofago è stato svolto nell'Iran del Nord dove questo tipo di patologia è fortemente diffusa. Venne dimostrato che il suo consumo settimanale in un gruppo di soggetti presi in esame era associato alla riduzione del rischio di tumore all'esofago del 40% (8). Più di recente un altro studio di controllo svolto in Italia ha riportato che il consumo settimanale di sette o più porzioni di pomodori in un gruppo campione, rispetto a un altro campione che ne consumava solo due porzioni settimanali, era associato a una riduzione del rischio di cancro del 50% (9). Inoltre è stato valutato che alte concentrazioni di Licopene nel sangue sono associate a una diminuzione del rischio di cancro alla mucosa gastrica (10). Buoni risultati nell'applicazione sull'organismo umano sono stati ottenuti anche nel tumore al pancreas che risulta essere una patologia di oscura eziologia e particolarmente devastante a causa del suo insidioso innestarsi, che viene individuato solo a stadi avanzati, e che mostra una irrilevante risposta positiva alle terapie mediche. Anche per questo tipo di neoplasia è stato rilevato che i soggetti con più alti livelli di Licopene nel sangue avevano una probabilità cinque volte inferiore di sviluppare un tumore al pancreas (11). Uno studio di controllo svolto su un campione di donne con neoplasia cervicale intraepiteliale (12) ha dimostrato che il Licopene è risultato il solo carotenoide che interviene a ridurre il rischio di tumore alla cervice. Per quanto riguarda l'azione sul tumore alla mammella possiamo sottolineare i dati emersi da una ricerca effettuata su un campione di topi, trattati con 7,12-dimetil-benzantracene (DMBA), che avevano manifestato questo tipo di patologia. Ai topi era stato somministrato olioresina di pomodori ricchi di Licopene attraverso iniezioni intraperitoneali effettuate nelle due settimane precedenti all'esposizione di DMBA e per un periodo di 16 settimane successive alla formazione del carcinoma. Questi topi, rispetto a quelli del gruppo di controllo, svilupparono un numero inferiore di tumori e con un volume minore (13). Uno studio realizzato su cellule in coltura riporta che il Licopene inibisce la proliferazione di cellule cancerogene mammarie MCF-7 (14). I disturbi cardiovascolari risultano essere tra le principali cause di mortalità nella maggior parte dei paesi industrializzati. Il Licopene come importante antiossidante agisce anche contro l'ossidazione del Colesterolo LDL che è considerata una delle cause più rilevanti nella formazione della placca ateromasica responsabile a sua volta di vari disordini vascolari quali per esempio l'ostruzione delle arterie coronariche, le arteriopatie in genere e quindi un eventuale inizio e sviluppo dell'arteriosclerosi. E' importante sottolineare, dunque, la potenziale azione di questa sostanza nel prevenire infarti e ictus. Un'altra possibile applicazione del Licopene è rappresentata dall'azione protettiva che esso esercita sulla pelle in caso di lunga esposizione ai raggi UV. L'esposizione alla luce ultravioletta, e quindi anche al sole, provoca effetti sia a breve che a lungo termine. A lungo termine si hanno degli effetti sicuramente non graditi, come per esempio l'invecchiamento cutaneo, che purtroppo può aumentare anche il rischio di sviluppare alcune forme di tumori epiteliali. Oggi si sa però che gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti sono causati in parte dalla formazione di specie reattive dell'ossigeno, dallo stress ossidativo e dall'azione dei radicali liberi, i quali possono danneggiare la struttura del DNA delle cellule, causare un'alterazione delle proteine e delle attività enzimatiche, produrre la perossidazione dei lipidi, e causare danni alle membrane cellulari. Inoltre è stato dimostrato che i raggi UV provocano una riduzione dei livelli di carotenoidi nel plasma. Per questi motivi è ipotizzabile che l'assunzione di Licopene, grazie alla sua elevata azione antiossidante, possa essere un importante mezzo di difesa per la nostra pelle nei confronti del fotoinvecchiamento e di eventuali processi di cancerogenesi. Uno studio svolto su pazienti risultati positivi al test dell'HIV ha mostrato che le concentrazioni nel siero di Licopene, a-carotene e b-carotene erano basse in particolare in quei soggetti che presentavano infezioni più gravi con un numero inferiore di cellule CD4+ “helper” (15). Ridotte concentrazioni di Licopene nel siero sono state osservate nei bambini affetti da HIV. Nonostante sia impossibile affermare che il Licopene intervenga a ridurre il rischio di contrarre HIV, è invece possibile sostenere che l'abbassamento delle concentrazioni di antiossidanti nel sangue, possa essere associato a fenomeni metabolici caratteristici dell'infezione da HIV. Essendo oramai accertata l'azione antiossidante del Licopene è interessante infine ricordare il ruolo che può assumere nel prevenire danni ossidativi del Sistema Nervoso Centrale che spesso sono causa dell'instaurarsi di patologie neurologiche quali l'Alzheimer e il morbo di Parkinson. Che conclusioni trarre da questa analisi di parte della letteraura internazionale che negli ultimi anni si è concentrata sul licopene? Come è stato possibile osservare è opinione diffusa che gli effetti benefici del Licopene siano molteplici e che le controindicazioni all'assunzione di questa sostanza praticamente inesistenti. Ci sentiamo quindi in grado di affermare che una dieta ricca di Licopene può essere consigliata a tutte le età, a partire dai dieci mesi di vita, poichè la prevenzione di alcune patologie è condizionata anche da un'alimentazione equilibrata in grado di fornire all'organismo tutte quelle sostanze nutritive e protettive che possono intervenire a migliorare la salute e il benessere fisico, e quindi la qualità della vita di ogni individuo.

    Bibliografia

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    Articolo a cura di Dott.ssa Maria Elisabetta Genco, Dott.Tommaso Addonisio
    pubblicato su Lapelle.it. Articolo del (17/05/2012).

  • Fondamentali nel contrastare i danni al DNA, è importante assumerli con una dieta ricca di frutta e verdura

    Fondamentali nel contrastare i danni al DNA, è importante assumerli con una dieta ricca di frutta e verdura Ricco di antiossidanti, contrasta la formazione dei radicali liberi. Quante volte abbiamo sentito queste caratteristiche associate ai prodotti alimentari che consumiamo ogni giorno? Nonostante tutto, intuendo il grande beneficio dovuto alla loro assunzione, spesso non conosciamo il reale significato del termine antiossidante. Eppure queste molecole sono fondamentali perchè, senza di esse, il nostro corpo subirebbe danni irreparabili.


    COSA SONO? - Da un punto di vista chimico le molecole antiossidanti sono degli agenti che prevengono o rallentano il fenomeno dell'ossidazione. Una spiegazione tecnicamente corretta ma che, per tutti i non addetti ai lavori, significa ben poco. Per comprendere meglio il significato di una reazione di ossidazione basta pensare agli zuccheri come, ad esempio, il glucosio. Giunto nella cellula viene consumato attraverso numerose reazioni di ossidazione. Ciò avviene utilizzando l'ossigeno. Purtroppo però queste reazioni sono caratterizzate dalla formazione di prodotti chiamati radicali liberi. Questi non sono altro che delle molecole di ossigeno altamente reattive capaci di danneggiare le strutture della cellula ossidandole. Una particolarmente sensibile è proprio il DNA. Ed è qui che intervengono gli antiossidanti. Queste molecole sono infatti in grado di neutralizzare i radicali liberi e quindi di proteggere le cellula. Ciò è possibile perchè loro stessi si ossidano al posto delle strutture cellulari. In altre parole sono dei veri e propri “cattura radicali liberi”. Ma la formazione dei radicali liberi non è solamente correlata al metabolismo cellulare. Essi possono generare anche da una prolungata esposizione ai raggi UV, dal fumo di sigaretta e dall'inquinamento atmosferico.


    PERCHE' CI PROTEGGONO? - Anche se rimangono da chiarire diversi importanti aspetti, è ormai un dato certo che patologie neurodegenerative con il morbo di Parkinson, Alzheimer e Sclerosi Laterale Amiotrofica sono associate alla presenza di danni da “stress ossidativo”. Non solo, anche alcune patologie a carico del sistema cardiovascolare come l'aterosclerosi sono dovute all'ossidazione delle proteine LDL presenti a livello sanguigno. Per queste ragioni, una corretta alimentazione ricca di frutta e verdura, può prevenire in maniera considerevole tutti quei danni associati alla presenza di radicali liberi.


    I PIU' IMPORTANTI - Per comprendere l'importanza degli antiossidanti basti pensare che il nostro corpo, per difendersi, ha sviluppato una serie di complessi meccanismi di produzione di questo genere di molecole. Nonostante tutto l'assunzione attraverso la dieta rimane un punto fondamentale da tenere ben presente. Tra i più importanti che necessitano di essere regolarmente introdotti ci sono la vitamina C, contenuta in frutta e verdura, la vitamina E, contenuta negli olii vegetali, gli antiossidanti polifenolici come il resveratrolo, contenuti nei frutti e nel vino ed infine i carotenoidi come il licopene contenuti anch'essi nella verdura.


    ALIMENTI FRESCHI - Risulta dunque evidente che assumere una buona dose di antiossidanti è uno dei metodi migliori per fare prevenzione. La concentrazione di queste molecole però varia notevolmente da prodotto a prodotto. Quello che ne contiene in maniera maggiore è il succo di uva nera, una vera miniera di antiossidanti, seguito immediatamente dai mirtilli. Una particolare attenzione però deve essere prestata alla cottura e alla conservazione dei cibi. E' ormai un dato certo che in alimenti conservati per lungo tempo o cotti per lunghi periodi la quantità di vitamina C e di licopene può risultare notevolmente inferiore rispetto al prodotto fresco.


    Articolo a cura di Daniela Banfi pubblicato su Fondazioneveronesi.it
    Articolo del (04/07/2011 aggiornato al 01/11/2013).

  • Il Licopene dimezza il rischio-ictus

    Il rosso che salva dall'ictus: secondo uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Neurology, il licopene - sostanza naturalmente contenuta in grandi quantità nei pomodori, ma anche nei peperoni e nelle angurie - può arrivare a far dimezzare il rischio di sviluppare un ictus: il merito sarebbe dell'effetto antiossidante e antinfiammatorio del licopene, e delle sue capacità di prevenire la coagulazione del sangue.


    La scoperta è stata fatta da un gruppo di studiosi finlandesi della University of Eastern Finland in Kuopio che hanno diviso 1.031 uomini in 4 gruppi in base alla quantità di licopene contenuto nel sangue. Lo studio, durato 12 anni, ha messo poi in evidenza che nel gruppo di uomini con minori quantità di licopene nel sangue si erano verificati 25 ictus su 258 uomini, mentre nel gruppo con più alta concentrazione di licopene solamente 11 uomini avevano avuto un ictus. Conti alla mano, i ricercatori hanno quindi stabilito che con una dieta ricca di licopene il rischio di ictus può arrivare a ridursi del 55%.


    Nonostante siano necessarie ulteriori ricerche per aiutarci a capire perché il licopene sortisca questo tipo di beneficio nel confronti dell'ictus, «Questo studio prova, come già hanno fatto altre ricerche, che una dieta ricca di frutta e verdura è associata a un minor rischio di ictus - spiega Jouni Karppi, primo autore della ricerca -. I risultati supportano la raccomandazione che consumare più di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno potrebbe portare a una forte riduzione del numero di ictus a livello mondiale».


    Articolo a cura di Miriam Cesta pubblicato su Salute 24 de Il sole 24 ore.
    Articolo del (10/10/2012).

  • Presentato oggi a Milano e frutto della ricerca italiana il nuovo integratore alimentare estratto dal pigmento dei pomodori. A differenza di precedenti prodotti similari, assicurano i ricercatori, si eviteranno i rischi in termini di tossicità e nocività imputabili ai vecchi metodi di estrazione.

    E' certificato biologico, trae le sue radici nelle campagne di Metaponto, ed è frutto di un brevetto italiano che permette di ricavarlo in modo assolutamente naturale e non inquinante: si tratta del Licopenebio, integratore alimentare a base di licopene, pigmento naturale rosso del pomodoro e carotenoide maggiormente presente nel corpo umano sano ad elevata attività antiossidante, utile nella prevenzione dei tumori della prostata, del seno, dell’apparato digerente, delle malattie cardiovascolari, dei disturbi collegati alla menopausa, e contrasta l’invecchiamento. A presentarlo oggi a Milano vari esperti del settore medico e l'azienda produttrice, la Sirton Medicare S.p.A..


    I primi prodotti sono arrivati nelle farmacie italiane nell'ottobre scorso con la linea per l'igiene intima, del corpo, più tutta una serie di nutraceutici per la prevenzione in generale e i problemi legati a menopausa e prostata, ma nei prossimi mesi ne saranno presentati altri. Tutto è partito da un progetto avviato nel 2009 da partner privati, quali la società Pierre Chimica di Galatina, e pubblici, come l’Università del Salento, il Cnr-Ispa (dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari) ed il Ministero della Ricerca, che hanno realizzato il licopene biologico, estratto da pomodori provenienti da colture biologiche grazie ad un processo innovativo brevettato, “CO2 super critica”. In altre parole, si usa l'anidride carbonica per estrarre dai pomodori coltivati biologicamente il licopene, senza quindi l'uso di solventi chimici, come avvenuto in passato. Il licopene si usa già da tempo: è infatti utilizzato negli integratori alimentari sia in forma sintetica (prodotto cioè tramite reazioni chimiche da materie prime sintetiche con solventi chimici che possono avere effetti tossici anche) che naturale (estratto dal pomodoro con solventi chimici). “Ma in queste formulazioni – spiega Leonardo Rescio, ricercatore e inventore del brevetto - presenta dei limiti in termini di tossicità e nocività per l’organismo umano, imputabili alle metodologie di estrazione. Anche quando è naturale, non ci sono vincoli, e il prodotto può essere estratto da bacche ogm, trattate con pesticidi o da scarti di lavorazione del pomodoro. Invece con questa nuova tecnologia è estratto solo dal pomodoro biologico, non cristallizza, è più assorbibile dall'organismo, è privo di contaminanti tossici e non si inquina l'ambiente”.


    I benefici per la salute di questo integratore bio sono molteplici, come hanno spiegato i vari esperti. Può infatti essere utile nella prevenzione dei tumori cutanei, come il melanoma, e anche nel fermarne la progressione, o in quello della prostata. “La dieta ha un effetto molto rilevante sulla patologia prostatica – ha spiegato Alessandro Bertaccini, segretario della Società italiana di urologia oncologica – In alcuni studi si è visto che il licopene può ridurre il rischio di malattia nelle persone a rischio e con familiarità di questo tipo di patologie”. Anche nel campo della medicina estetica il licopene biologico può essere utile, soprattutto per quanto riguarda la salute della cute e i disturbi collegati alla menopausa. La pelle per restare giovane e sana “non ha bisogno di essere riempita come un palloncino o paralizzata con il botulino – spiega il dermatologo Antonino Di Pietro – ma va nutrita, per difendersi meglio dagli agenti esterni”.


    Utile in tal senso è la fotoprotezione, “che però tendiamo a praticare unicamente con i filtri solari, che hanno lo stesso effetto del foglio di alluminio sul pesce: ci fanno cuocere, senza bruciare, come se fossimo al cartoccio. La fotoprotezione si può praticare anche dentro l'organismo, per frenare i danni indotti dai raggi ultravioletti e infrarossi, e il licopene è una delle sostanze che può aiutare in tal senso”.


    Articolo a cura di Quotidianosanita.it pubblicato su Quotidianosanita.it.
    Articolo del (15/03/2012).

  • How Lycopene Helps Protect Against Cancer

    Lycopene, part of the carotenoid family, is a pigment that helps give red fruits and vegetables their color.1 It's also one of the free radical-fighting antioxidants.1 Free radicals are damaging molecules that float around in the body disrupting cells and promoting disease.2 Antioxidants, such as lycopene, destroy free radicals so they can't attach to your cells and wreak havoc on your hard-working immune system.

    Scientific studies show that lycopene helps prevent prostate, lung, and stomach cancers.3 There is also some evidence that cancers of the pancreas, colon and rectum, esophagus, oral cavity, breast, and cervix could be reduced with increased lycopene intake.3 This hearty antioxidant provides a two-for-the-price-of-one deal as it may help reduce your risk of developing cardiovascular disease by reducing LDL ("bad") cholesterol and lowering blood pressure.1

    Lycopene Food Sources

    The best sources of lycopene are tomatoes and tomato products, which is where about 80 percent of lycopene in the average American diet comes from.1 Small amounts can also be found in guava, watermelon, and pink grapefruit.1 Table 1 shows the estimated lycopene content of some foods:


    Product Serving Size Lycopene
    (mg/serving)
    Tomato juice 250 mL (1 cup) 25.0
    Tomato ketchup 15 mL (1 tbsp) 2.7
    Spaghetti sauce 125 mL (1/2 cup) 28.1
    Tomato paste 30 mL (2 tbsp) 13.8
    Tomato soup (condensed) 250 mL prepared 9.7
    Tomato sauce 60 mL (1/4 cup) 8.9
    Chili sauce 30 mL (2 tbsp) 6.7
    Cocktail sauce 30 mL (2 tbsp) 5.9
    Watermelon 368 g
    (1 slice: 25 x 2 cm)
    14.7
    Pink grapefruit 123 g (1/2) 4.9
    Raw tomato 123 g (1 medium) 3.7
    Source: Heinz Institute of Nutritional Sciences, www.lycopene.org.

    Lycopene seems to be best available to the body when tomatoes are cooked and eaten in a meal that provides a small amount of fat.1 One study showed that when tomato juice was heated and mixed with oil, blood lycopene levels increased more than when plain, unheated tomato was consumed.1 Of course, this is not a green light to eat tons of french fries with ketchup in the name of cancer prevention: No amount of lycopene can undo the damage of an artery clogging-diet. You may, however, want to top oven-roasted potatoes with ketchup instead. This is one case, however, where fresh may actually not be best as another study showed that blood concentration of lycopene increased nearly three times when tomato paste was consumed than when fresh tomatoes were eaten.3

    Over-the-counter supplements like purified lycopene extracts are not recommended because other phytochemicals from tomatoes may be needed to provide optimum protection from cancer.1 As always, it's best to eat your fruits and vegetables!

    Tips for Increasing Lycopene in Your Diet

    • Mix sun-dried tomatoes into bread dough or add them to a veggie sandwich.
    • For an easy, lycopene-rich meal, go with the old standby-pasta with marinara sauce.
    • Add canned tomatoes or salsa to a bean burrito.
    • For a refreshing start to your day, enjoy a pink grapefruit.
    • Reach for tomato juice to quench your thirst.
    • Top a veggie burger with ketchup or salsa.
    • Make a quick bruschetta by toasting baguette slices and lightly brushing with olive oil. Top with canned, diced tomatoes and a sprinkling of basil.


    1. Arab L, Steck S. Lycopene and cardiovascular disease. Am J Clin Nutr. 2000;71:1691S-1695S.
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    Articolo a cura di Pcrm.org pubblicato su Pcrm.org.

  • Una pillola di pomodoro al giorno contribuisce a migliorare la funzione dei vasi sanguigni e dilatare le arterie, specialmente nei pazienti con malattia cardiovascolare.

    Migliorare la funzione dei vasi sanguigni, specie nelle persone con malattia cardiovascolare, può essere semplice come buttare già una pillola. Ma non un pillola qualunque, si tratta infatti di una capsula contenente un estratto tutto naturale: quello di pomodoro.


    Dei benefici dell’estratto di pomodoro possono avvantaggiarsi tutti, dato che è ormai risaputo come le sostanze antiossidanti contenute nel frutto – come per esempio il licopene – siano benefiche su molti fronti. Ma, come evidenziato dalla ricerca condotta dall’Università di Cambridge, a beneficiarne in special modo sarebbero i pazienti con problemi cardiaci e vascolari. Non è un caso che i ricercatori si siano focalizzati sul pomodoro. L’alimento fa parte della dieta mediterranea, una tra le diete più famose al mondo per la sua salubrità. L’incidenza delle malattie cardiovascolari è diversa nelle diverse parti del mondo, ma è ridotta in modo significativo in Europa meridionale grazie, pare, proprio alla dieta mediterranea che favorisce un maggiore consumo di frutta, verdura e oli vegetali.


    Ecco dunque il motivo della scelta del pomodoro e del suo antiossidante. Il licopene si ritiene sia dieci volte più potente della vitamina E, quanto a effetto antiossidante. E più è concentrato, più ha effetto. Concentrato lo ritroviamo per esempio nella salsa ketchup, ma si ritiene che il pomodoro, quando combinato con l’olio extravergine di oliva, faccia aumentare comunque l’effetto del licopene. Infine, sebbene il meccanismo con cui viene ridotto il rischio cardiovascolare non sia chiaro, le evidenze epidemiologiche supportano la tesi che il licopene sia benefico per questo genere di malattie.

    In questo nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Cambridge e del Cambridge University Hospitals National Health Service Foundation Trust, hanno osservato che vi è un meccanismo attraverso il quale il licopene riduce il rischio cardiovascolare. Lo studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha preso in esame gli effetti del licopene, valutati con un metodo gold standard atto a misurare la funzione dei vasi sanguigni dell’avambraccio, chiamato “flusso sanguigno”, che è predittivo di futuro rischio cardiovascolare. Sono così stati reclutati 36 pazienti con disturbi cardiovascolari e 36 soggetti sani. Suddivisi a caso in due gruppi, i partecipanti hanno ricevuto un integratore contenente 7 mg di licopene o un placebo. Poiché lo studio è stato condotto in doppio cieco, né i partecipanti allo studio né i ricercatori che hanno fornito le pillole erano consapevoli su quale e a chi il trattamento veniva fornito.

    I risultati, pubblicati sulla rivista PLoS One, hanno mostrato che 7 mg di licopene assunto per via orale, in forma di supplementazione, hanno migliorato e normalizzato la funzione endoteliale nei pazienti, ma non nei volontari sani. Il licopene ha inoltre migliorato la dilatazione dei vasi sanguigni di oltre la metà (53%) rispetto a quanto misurato al basale. Un effetto di vitale importanza, dato che la costrizione dei vasi sanguigni è uno dei fattori chiave che possono portare ad attacchi di cuore e ictus. L’assunzione del licopene non ha tuttavia avuto effetti osservabili su pressione arteriosa, rigidità arteriosa o i livelli di lipidi (grassi) nel sangue. Insomma, il pomodoro – re incontrastato delle tavole estive – si dimostra di essere non solo un piacevole alimento, ma un toccasana per tutti.

    Articolo a cura di LM&SDP pubblicato su La Stampa Salute de La Stampa.it
    Articolo del (10/06/2014).

  • Dieci porzioni a settimana di pomodori potrebbero scongiurare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Lo studio che mostra ancora una volta i benefici del licopene, uno dei componenti il rosso frutto dell’orto.

    È sempre merito del nostro caro, vecchio, licopene – un antiossidante presente in dosi elevate nel pomodoro – se il cancro alla prostata si verifica con minor incidenza nei soggetti che consumano buone quantità di tale alimento. Lo studio che attesta ancora una volta le qualità del licopene è stato pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, ed è il primo del suo genere ad aver sviluppato una sorta di indice dietetico contro il cancro alla prostata.


    Tra i cibi più importanti ci sono quelli ricchi di selenio, calcio e, ovviamente, licopene. Quando questi nutrienti venivano introdotti con maggior misura nell’organismo il rischio di cancro alla prostata diminuiva. In pole position alla lista ci sono pomodori e derivati, e i fagioli, che hanno dimostrato di essere importanti per indurre una riduzione di quasi il 20% di sviluppare il cancro alla prostata. Ricordiamo che tale tipo di malattia è il secondo tumore più comune negli uomini di tutto il mondo. Il rischio viene tuttavia ridotto consumando almeno dieci porzioni di pomodoro a settimana.


    Secondo la ricercatrice Vanessa Er dell’Università di Bristol, i risultati dello studio suggeriscono che i pomodori siano particolarmente importanti nella prevenzione del cancro alla prostata, tuttavia, precisa, dovranno essere condotti ulteriori studi a conferma di tali risultati, soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione sugli esseri umani. Il suo consiglio – destinato agli uomini di tutto il mondo – è quello di mangiare una grande varietà di frutta e verdura, mantenendo un peso adeguato, magari aiutandosi con della sana attività fisica. Poiché si tratta di un tumore mortale – ribadisce Er – vi è l’urgente necessità di sviluppare ulteriori raccomandazioni dietetiche.

    Ecco dunque un altro buon motivo per portare in tavola il pomodoro che già diversi studi hanno indicato essere benefico per la salute: è il caso dei componenti di questo frutto che combattono le malattie cardiovascolari (vedi articolo), oppure delle proprietà utili per sviluppare i muscoli (vedi articolo) o, ancora, della possibilità di ridurre il rischio di cancro al seno (vedi articolo) e, infine, bere succo di pomodoro per un pieno d’energia (vedi articolo) o combattere la depressione (vedi articolo). Insomma, con i pomodori in tavola vai tranquillo: ti assicuri gusto e salute.


    Lo studio è stato condotto in collaborazione con i ricercatori delle Università di Oxford e Cambridge.

    Articolo a cura di LM&SDP pubblicato su La Stampa Salute de La Stampa.it
    Articolo del (29/08/2014).

  • Che cosa è lo stress ossidativo?

    Il tuo corpo reagisce costantemente con l'ossigeno come si respira e le cellule producono energia. Come conseguenza di questa attività, molecole altamente reattive sono prodotti noti come radicali liberi. I radicali liberi interagiscono con altre molecole all'interno delle cellule. Ciò può causare danni ossidativi alle proteine, membrane e geni. Danno ossidativo è stato implicato nella causa di molte malattie, come il cancro e il morbo di Alzheimer e ha un impatto sul processo di invecchiamento del corpo. Fattori esterni, come l'inquinamento, la luce del sole e il fumo, innescano anche la produzione di radicali liberi.

    Antiossidanti

    Per contrastare lo stress ossidativo, l'organismo produce un arsenale di antiossidanti per difendersi. E 'il lavoro di antiossidanti per neutralizzare o di' assorbire 'i radicali liberi che possono danneggiare le nostre cellule. La capacità del corpo di produrre antiossidanti (il suo processo metabolico) è controllata dal vostro patrimonio genetico e influenzato dalla vostra esposizione a fattori ambientali, come la dieta e il fumo. Cambiamenti nei nostri stili di vita, che comprendono più inquinamento e meno qualità nelle nostre diete, significano che siamo esposti a più radicali liberi che mai.

    Quanto ho bisogno?

    Produzione interna del vostro corpo di antiossidanti non è sufficiente per neutralizzare tutti i radicali liberi. Si può aiutare il corpo a difendersi aumentando l'assunzione alimentare di antiossidanti.

    Esempi di antiossidanti alimentari a base

    • Vitamine: vitamina E, vitamina C e beta-carotene.
    • Microelementi che sono componenti di enzimi antiossidanti, come selenio, rame, zinco e manganese.
    • Non nutrienti come ubichinone (coenzima Q) e composti fenolici, come fitoestrogeni, flavonoidi, acidi fenolici e butilidrossitoluene (BHT), utilizzato come conservante alimentare.

    Alimenti e Antiossidanti

    Pomodori

    I pomodori contengono un pigmento chiamato licopene, che è responsabile per il loro colore rosso, ma è anche un potente antiossidante. Pomodori in tutte le loro forme sono una delle principali fonti di licopene, compresi i derivati ​​del pomodoro come conserve di pomodoro, zuppa di pomodoro, succo di pomodoro e anche ketchup. Il licopene è altamente concentrato in anguria.

    Agrumi

    Arance, pompelmi, limoni e limette in possesso di molte sostanze naturali che sembrano essere importante nella protezione delle malattie, quali carotenoidi, flavonoidi, terpeni, limonoids e cumarine. Insieme, questi fitochimici agiscono più forte di quanto non se ne è stata data separatamente. E' sempre meglio mangiare il frutto intero nella sua forma naturale, perché alcuni della potenza viene persa quando il succo viene estratto.

    Tè nero, tè verde e tè oolong hanno proprietà antiossidanti. Tutte e tre le varietà provengono dalla pianta Camellia sinenis.Marche comuni di tè nero fanno contengono antiossidanti, ma di gran lunga la fonte più potente è il tè verde (tè al gelsomino) che contiene il catechina antiossidante. Il tè nero ha solo il 10 per cento come molti antiossidanti come il tè verde. Tè Oolong ha il 40 per cento, come molti antiossidanti come il tè verde. Questo perché alcune delle catechine sono distrutte quando il tè verde viene lavorato (cotto e fermentato) per fare il tè nero.

    Carote

    Beta-carotene è un pigmento arancione che è stato isolato da carote 150 anni fa. Si trova concentrata nei vegetali arancioni e verdi profondi (la clorofilla verde copre il pigmento arancione). Il beta-carotene è un antiossidante che è stato molto discusso in relazione a tassi di cancro al polmone. La prova è in conflitto con uno studio che mostra un aumento del rischio, ma ulteriori ricerche è stato fatto per vedere se ha un effetto protettivo.

    Mangiare antiossidanti davvero mi protegge dalle malattie?

    Gli studi hanno dimostrato che le persone che mangiano una dieta ricca di frutta e verdura hanno meno probabilità di avere malattie, come il cancro, malattie cardiache e ictus. Non è stato ancora dimostrato che gli antiossidanti soli sono responsabili di questo calo di rischio. Ad esempio, la ricerca che è stato fatto sugli effetti della dieta sul cancro è stato difficile condurre e interpretare. Anche così, ora c'è un buon corpo di evidenze che indicano l'effetto protettivo di frutta e verdura su molti tumori comuni, compresi quelli del colon, della mammella e della vescica.

    Articolo a cura di Vitaba.com pubblicato su Vitaba.com
    Articolo del (2013).